Museo Diocesano di Nicotera

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Il presente “ Sito” lo si è potuto realizzare, grazie, alla sensibilità e disponibilità di un Italo Americano, la cui Famiglia è originaria di Nicotera: Joseph Merante, un diplomatico degli Stati Uniti d’America, già vice ambasciatore degli Stati Uniti presso la Santa Sede, poi nelle ambasciate di Nigeria, Messico, e Italia.
Adesso vive e lavora a New York come direttore di un istituto umanitario sparso in tutto il mondo.
Joe Merante, pur non dimenticando il suo status di cittadino americano, di cui va molto fiero, spinto dall’amore che porta alla sua Famiglia ed in particolare a sua Mamma Gema Sorà Laboccetta, da un paio d’anni va alla ricerca, setacciando archivi pubblici e privati, di documenti che testimoniano l’origine ed il divenire nel tempo delle Famiglie ISAIA, SORA’ , LABOCETTA, COZZI, le cui origini si perdono nel tempo e dalle quali Egli discende.
In questo suo excursus storico è riuscito a rintracciare documenti oltremodo interessanti attinenti ai secoli XVI, XVII, XVIII, XIX e XX. Di grande aiuto gli sono stati gli Archivi Storici Vescovili di Nicotera e Tropea, soprattutto lo Status Animarum, in entrambi gli archivi ben tenuto ed organizzato.
Joseph Merante è un’alta personalità culturale oltre che politica, in questo suo fare memoria storica, seppure circoscritta in ambito familiare, è riuscito a tirare fuori dalla polvere e dall’oblio un insieme di documenti che ben si prestano per capire e conoscere la società civile e religiosa di quei secoli ed in special modo degli avvenimenti legati all’emigrazione italiana della fine del secolo XIX, inizi secolo XX con tutte le problematiche ad essa collegate.
Per parte di madre discende dalle Famiglie Isaia (Saia)Laboccetta originaria di Tropea che,  nella prima metà del secolo XIX, si trasferisce a Nicotera alla luce e nel contesto della professione che svolgeva in campo edile ed artistico. I primi ad arrivare a Nicotera sono i fratelli Carmine e Giuseppe Isaia unitamente alle cinque sorelle dato che erano molto ferrati e preparati nella progettazione , costruzione ed arredamento di complessi architettonico monumentali sia civili che ecclesiastici. Le sorelle Isaia, una volta pervenute a Nicotera, si legano in matrimonio con le famiglie più in vista del momento quali : Corso, Del Vecchio, Panacea, Lo Torto. Vincenzina, invece, si sposa con Antonio Sorà, anche lui legato al mondo imprenditoriale edile
Una volta qui pervenuta, questa Famiglia, come detto,  entra a pieno titolo nella Nicotera bene e diviene di casa nella Curia e Corte Vescovile del tempo. Ad essa si deve, infatti, la costruzione e la ristrutturazione dell’intero patrimonio edilizio monumentale della chiesa  e delle più importanti ed influenti famiglie locali tra cui i Cipriani, Mileto, Brancia , Aragona e Valerio per le quali progetta e costruisce insigni edifici che sono delle vere testimonianze da manuale architettonico di enorme peso e prestigio, quali: i Palazzi Cipriani di viale Castello, Mileto di Via Scesa Marina,  Brancia di Piazza Garibaldi, Aragona di Corso Cavour, Valerio di Via Regina Margherita , Cipriani in stile Liberty di Via Regina Margherita e la splendida chiesetta della Santa Croce (ultima fatica di questa grande Famiglia d’arte) e di tantissimi altri che sono andati, nel corso degli anni, distrutti o trasformati.
Molti Personaggi di questa Famiglia nei documenti ritrovati vengono definiti  “ingegneri” e sono , altresi, segnati col titolo di  “magnifico” segno evidente della loro appartenenza all’alta borghesia tropeana e nicoterese.
La bisnonna di Joseph Merante , Vincenzina Isaia andata in isposa ad Antonio Sorà, era una delle cinque sorelle di Carmine Isaia, il famoso costruttore  edile e progettista, insigne artigiano artista, legato alla Nicotera bene di quel tempo, a cui si deve  la costruzione e relativa progettazione, come detto, di edifici monumentali ecclesiastici e civili disseminati nel vasto comprensorio tropeano e nicoterese tra cui anche il Santuario di Monte Poro, un vero gioiello dell’arte locale  la cui tipologia stilistica ed artistica nonché decorativa  giace sotto una coltre di cemento.
I figli nati da questa coppia, sul finire del secolo XIX inizi secolo XX, per tutta  una serie di fattori decidono di emigrare a New Yorh. Per come previsto dalle leggi americane, relative all’emigrazione, vigenti per l’ingresso  e la permanenza in attesa di lavoro negli Stati Uniti d’America, garantisce lo Zio Carmine Isaia, la cui disponibilità finanziaria è oltremodo sufficiente a garantirne non solo l’uscita dall’Italia ma anche la permanenza in America. Una volta sistematisi ed anche molto bene, i figli convingono i genitori a raggiungerli a New York. Da Vincenzina Isaia, quindi, discende il nostro Joseph Merante
Joe, nel ricordo della Mamma cui era molto legato, la quale parlava sempre dello Zio italiano Carmine Isaia e della zia Rosina Cozzi Laboccetta nonché della Famiglia rimasta in Italia; il desiderio di rintracciare i parenti lontani per Mamma Gema era diventato un vero e proprio chiodo fisso , specialmente negli ultimi anni di sua vita. Per questo motivo il Sig. Merante decide di mettersi al lavoro  al fine di rintracciare i  parenti calabresi.
Un bel giorno, quindi, decide di andare alla loro ricerca e viene a Nicotera per consultare l’Archivio Storico Vescovile, il cui archivista, per inspiegabili misteri delle vicende umane era  ed è il sottoscritto, anche lui, guarda caso, per parte di madre discendente da un Isaia. Il gioco ormai era fatto.
Joe Merante innamorato dell’Italia, decide non solo di acquistare un appartamento  a Roma ma anche di prendere la cittadinanza italiana, mantenendo, naturalmente anche quella americana. Egli, oggi, viene spesso a Nicotera, ospite dei cugini ritrovati; qui sono sepolti i suoi antenati ed anche a Tropea dalla quale proviene una parte importantissima della famiglia d’origine.
Al Dott. Joseph Merante, che con fare umile e sentito, volle questo sito al fine di far conoscere i tesori artistici e bibliografici manoscritti della sua Nicotera, va il nostro grazie ed il nostro deferente saluto

      Natale Pagano                                                                          Raffaella Pagano                                         Archivista                                                                     Direttore Provinciale del Museo.


CITTA' DI NICOTERA



" Quando il sole a tramontare,
scopri dal mio alloggio
le altissime coste della Sicila dominate dall'Etna,
alla mia destra,
scorsi,
in lontananza le isole Lipari,
e,
sul fare della notte
la cima fiammegiante dello Stromboli.
Il tempo era magnifico,
i venti
rinchiusi nelle enormi caverne delle Isole Eolie
non agitavano affatto la superficie del mare,
che
rifletteva le fiamme del Vulcano,
che
sembra fungere da fanale per guidare i vascelli
tra gli
scogli che lo circondavano ".


Durer De Tavel
La famiglia di Joe Mirante
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