Presentazione - Museo Diocesano di Nicotera

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Presentazione

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L'idea di istituire a Nicotera una Pinacoteca, nasce negli anni settanta del XX secolo, al tempo in cui Natale Pagano era Assessore al Turismo e Beni Culturali del Comune della stessa Città.
 
Il Pagano, infatti, da tempo collaborava con vari esponenti del mondo culturale locale, e non, per la valorizzazione della Città, con la segreta speranza di farla uscire dal grigio­re in cui era tenuta, nonostante le sue potenzialità ed i consistenti tesori d'arte posseduti, dall'incapacità e dal pressappochismo della sua classe politico amministrativa.
 
Erano stati soprattutto i capolavori artistici della chiesa locale, abbandonati all'incuria ed alla mercé degli agenti atmosferici, della privatizzazione, del furto e della bramosia degli antiquari, specialmente tarantini, che, in quel tempo, infestavano le nostre contrade e la nostra Città, a spingerlo alla salvaguardia, alla valorizzazione ed alla fruizione di quanto era scampato all'ingiuria del tempo ed all'incuria degli uomini.
 
Ed è proprio in questo periodo, e, per una manciata di spiccioli, che si sono verificate le perdite più significative del patrimonio ecclesiastico locale.
 
Nel volger di un mattino, infatti, esso fu quasi per intero razziato e depauperato dei pez­zi più significativi, quali i famosi lampadari settecenteschi ed ottocenteschi della chiesa cattedrale, i grossi candelabri lignei decorati a foglia d'oro, pregevoli espressione .d'arte dell'artigianato calabrese del XVIII secolo, del serrese Domenico Barillaro, numerose te­le, il pastorale del vescovo Mattei etc.
 
Giova qui, inoltre, ricordare la dispersione del patrimonio artistico della chiesa del Rosa­rio nel 1957  in occasione della venuta delle Suore Figlie della Chiesa, tra cui il famoso "sepolcro" del Giovedì Santo e la Via Crucis entrambi di Domenico Russo, il San Fran­cesco d'Assisi che riceve le stimmate, stupenda tela di autore napoletano del XVIII secolo, i Santi Martiri Cosma e Damiano, forse dello stesso Domenico Russo ed una tela raffigu­rante un ostensorio, che vennero abbandonati all'acqua ed alle intemperie nel chiostro del Palazzo Vescovile, nel completo disinteresse degli organi ecclesiastici locali del tempo([1]).
 
Un elenco completo ed analitico della perdita subita in quegli anni non è possibile farlo anche perché si tratta di reperti ed oggetti cultuali, neppure inventariati.
 
Spinto ed animato dall'amore per la sua Nicotera e dall'interesse verso i Beni Culturali, il Pagano si diede da fare perché qualcosa si muovesse e la proverbiale apatia dei nicote­resi venisse scossa dalla conoscenza del passato storico artistico della loro Città. Ed in questo contesto viene attuato un ciclo di conferenze, tenute da esperti locali ed acca­demici qualificati che hanno avuto il potere di scuotere, in parte, l'assonnato ambiente cittadino.
 
Non contento di ciò promuove ed attua la costituzione della Civica Pinacoteca di Arte Contemporanea dedicandola a Domenico Russo, del Museo di Scienze Naturali intestato al Prof. Mamone Capria, la sistemazione del Museo Civico Archeologico che trasferisce nei locali del castello (con la nomina del Direttore); la istituzione della Biblioteca Civi­ca intitolandola a Raffaele Corso, il riordino dell'Archivio Storico Comunale, la Topo­nomastica cittadina, avvia la pratica per il Gonfalone comunale, attua la dedicazione degli istituti scolastici agli uomini illustri di Nicotera (L'Istituto Tecnico Industriale al prof. Achille Russo e la Scuola Elementare al prof. Antonio Pagano) e la posa, sulla ca­sa natale degli stessi, di una lapide ricordo.
 
Progetta, unitamente al Sindaco Francescantonio Lapa, la messa in opera sotto la Lamia di sei pannelli con gli avvenimenti più salienti della storia locale e tantissime altre atti­vità culturali e non in parte realizzate.
 
Tutta questa attività, che aveva, in un certo senso, contribuito alla riscossa dei ben pen­santi, urtò la suscettibilità dei tanti notabili politici del tempo, per cui molte di quelle iniziative, successivamente, sono state smantellate, o mai tradotte in essere, come la toponomastica cittadina completa di tutti i permessi voluti dalla Legge, per vizio di paterni­tà; persino le carte d'archivio relative al suo assessorato andarono a finire non si sa dove. Abbandonata la politica e la vita amministrativa continua imperterrito a lavorare in difesa e per la valorizzazione dei Beni Culturali, questa volta all'interno della chiesa locale, grazie alla benevolenza ed alla vicinanza del Vicario Generale della Diocesi di Nicotera mons. Salvatore Belluomo il quale si adopera al massimo per l'attuazione di quanto richiesto dal Pagano(2[2])', col nuovo vescovo della Città mons. Vincenzo De Chiara. per la costituzione del Museo diocesano di Arte Sacra, il riordino dell'Archivio Storico Vescovile e la istituzione della Biblioteca diocesana.
 
Nel contempo si dà da fare per il restauro degli edifici ecclesiastici quali la Chiesa del Rosario col relativo Convento, La Cappella di Santa Maria delle Grazie della Chiesa Cattedrale, della stessa Chiesa Cattedrale e del colonnato granitico della Chiesa di San Francesco di Paola.
 
Ma la idea di dare a Nicotera una Pinacoteca non lo abbandonò mai e grazie alla sti­ma, all'affetto ed all'amicizia forte e sentita del Vicario Generale, una personalità di larghe vedute e di ampio respiro, amante come nessun altro della sua Città, e poi del nuo­vo vescovo mons. Domenico Cortese, resero possibile l'impossibile.
 
La Pinacoteca Vescovile, oggi, occupa il piano nobile del seicentesco Palazzo del Semina­rio diocesano che dà su Via Stefano Benni e Piazza Garibaldi già Santa Caterina. In nove grandi saloni, è esposta la quadreria di proprietà della chiesa locale di Nicotera composta da n, settantasette opere tra tele e pale lignee che vanno dal XVII al XX secolo, appartenenti alle scuole calabrese, siciliana, napoletana, portoghese, abruzzese, romana. e, da 16 disegni dei pittori locali Domenico e Cosma Russo del XIX secolo. Essa, inoltre, è caratterizzata dalla presenza nelle varie sale di importanti e pregevoli mobili dell'artigianato meridionale e locale dei secoli XVII - XVIII e XIX, provenienti dall'arredo del Palazzo Vescovile, dal Seminario e da donazioni private, che conferiscono a tutto l'insieme un tocco superbo e solenne di antica dimora patrizia.
 
La Pinacoteca nasce anche grazie all'impegno profuso da un folto gruppo di giovani, tra i quali, un posto di rilievo viene occupato da Pino Leone che validamente e proficuamente ha collaborato nella creazione di questa importante e pregevole istituzione, come aveva fatto anche per il locale Museo diocesano di Arte Sacra.
 
Naturalmente il tutto ruota attorno alla disponibilità dimostrata da mons. Vescovo Do­menico Cortese e dal suo Vicario Generale mons. Salvatore Belluomo, che hanno ferma­mente creduto nella capacità e nel disinteresse da sempre dimostrati dal Pagano, non­ostante la ferma opposizione di una parte del clero e del laicato cattolico locale che non ha mai creduto nell'opera di valorizzazione e di fruizione dei tesori artistici di proprietà della chiesa locale, e, che ha sempre avversato le istituzioni culturali ecclesiastiche rite­nendole "ricettacolo di stracci vecchi", e di impedimento alla realizzazione di opere e strutture sociali da affidare al volontariato locale.
 
Ma la decisa e ferma volontà del Pagano, sotterraneamente coadiuvata da mons. Belluo­mo, ha fatto si che si potesse realizzare, nonostante tutto, quanto precedentemente stabilito con mons. Vescovo e mons. Belluomo stesso.
 
È, in ogni caso, grazie alla presenza ed alla volontà di queste personalità se in Città vi si trovano queste importanti e pregevoli Istituzioni Culturali.
 
Coloro che un giorno si cimenteranno nello studio e nella ricerca delle origini e della for­mazione di queste strutture ecclesiastiche dovranno partire proprio da loro.
 
Con questo lavoro si è cercato di fare un po' di memoria storica per rinverdire agli imme­mori ed ai numerosi Salone ed ai primi della classe di sempre una pagina di storia locale da non dimenticare.
 
 
 
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