Sala 2 - Museo Diocesano di Nicotera

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Sala 2

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SALA
MONS. LUIGI MARIA VACCARI  (1873-1887)
     VESCOVO  COADIUTORE DI NICOTERA

    Questa Sala caratterizzata dalla presenza di due confessionali in legno, splendidi esemplari dell’artigianato locale dei secoli XVIII e XIX, provenienti dalle chiese Cattedrale e del Rosario di Nicotera, è stata dedicata al benedettino mons. Luigi Maria Vaccari di Fuscaldo che, nella qualità di Vicario Generale prima e di Vescovo Coadiutore, con diritto di successione, dopo, diede un grande contributo per la risoluzione di numerose problematiche attinenti al particolare clima risorgimentale, alla riapertura del Seminario, e, alla esecuzione di lavori di ristrutturazione, restauro e valorizzazione della chiesa Cattedrale. La presenza, ancora, di queste grandi pale, già, del patrimonio della chiesa Cattedrale, opere pittoriche del secolo XVIII, testimoniano e testificano l’importanza  e la validità stilistico tipologico e di esecuzione della scuola pittorica calabrese, ancora tutta da studiare. Come si sa alla Calabria, nonostante il suo immenso patrimonio storico artistico, architettonico, bibliografico archivistico, dalla  cultura ufficiale non viene riconosciuta una propria scuola. Recentemente, grazie agli studi di alcuni storici dell’arte sta venendo, timidamente fuori una messe notevole di documentazione attinente a numerosi artisti calabresi con particolare riguardo a Monteleone, Tropea e Nicotera. E’ un cammino  lungo, dato il  consistente patrimonio posseduto, ciò nonostante qualcosa  incomincia a muoversi per l’affermazione ed il riconoscimento di una corrente, nel particolare, pittorica che nei secoli ha lasciato tante testimonianze. E’ il caso della pala raffigurante san Gerolamo proveniente dalla chiesa Cattedrale  eseguita nel 1634 a Francesco Caivano dalla quale ne vengono fuori i caratteri tipologici, stilistici e decorativi di questo Pittore, ancora poco conosciuto, il quale ha saputo ,perfettamente coniugare, alcune connotazioni dell’arte napoletana di quel periodo, con  i caratteri stilistici propri della cultura calabrese  prettamente barocca come si evince dalla possente figura del Santo e dalla cura dei particolari cosi bene evidenziati. Nella pala di altare raffigurante la Deposizione di Cristo, caratterizzata dalla plasticità della scenografia tipica di questo modulo figurativo, ci si trova di fronte ad un impianto figurativo proprio dei fratelli Grimaldi di Tropea.della prima metà del secolo XVIII. La pala rappresentante la Sacra Famiglia, invece, è tipica dell’arte dei Rubino di Monteleone anche se il Taccone Gallucci, sulla scorta non si sa bene di quale documentazione,l’ha attribuita al pittore romano Ricciolino. Questa tela oltraggiata nella sua impostazione figurativa dall’incendio ,scoppiato nella chiesa cattedrale nel 1759 per “  la negligenza del sacrestano”, è stata restaurata nel secolo XIX, non si sa bene da chi,mediante l’inserimento di alcune  figure presenti sull’originale in altri posti, per cui , essa, stata ampiamente modificata. Anche la splendida tela raffigurante la Madonna del Carmine, opera senz’altro dell’arte calabrese del seconda metà del secolo XVIII, suggestiva ed ottima nel so impianto figurativo, nella sua impostazione scenografica e nella sua esecuzione ci porta, sulla scorta di alcuni particolari alla scuola monteleonese   della seconda  metà del secolo XVIII .Il Confessionale detto  dell’Arcidiacono, compromesso nei suoi ornati da un restauro poco accorto, e mutilo dello stemma del vescovo committente, recentemente, è stato restituito al suo aspetto originario. Trattasi senza dubbio di un manufatto ligneo  di enorme valore in cui l’artigiano , certamente locale, ha saputo perfettamente coniugare i canoni artistici di scuola serrese adeguandoli alla tipologia imperante nell’artigianato locale della prima metà  del secolo XVIII. L’altro Confessionale, proveniente dalla chiesa conventuale del Rosario, è caratterizzato dagli splendidi intarsi raffiguranti la rosa dei venti e da greca che corre per l’intero perimetro della parete frontale. Esso,colpisce, anche per peculiarità stilistica propria della scuola artigiana nicoterese  della prima. Metà del secolo XIX, che fa largo impiego di cornici e pinnacoli che creano un movimento altamente chiaroscurale di grande effetto decorativo. Esso presente come elemento apicale lo  stemma dei francescani, committenti dell’opera, in quel tempo dimoranti nel Convento d San Francesco di Assisi, oggi Municipio.

 
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