Sala 7 - Museo Diocesano di Nicotera

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Sala 7

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SALA
CANONICO ANTONIO ROCCA
AUTORE DEI CONVENTI DI NICOTERA DI SAN FRANCESCO DI PAOLA E  DEL ROSARIO

 
        Questa Sala è stata dedicata ad un grande Figlio della Città di Nicotera che, nel XVI secolo, lasciò seimila ducati per la costruzione di due conventi da dedicare alla SS.ma Annunziata per i Frati Domenicani e a San Francesco di Paola per i Frati Minimi. La costruzione dei due complessi ebbe inizio nel 1582 e fu completata pochi anni dopo.    L’ambiente è caratterizzato da una serie di opere d’arte  che da sole qualificano l’intera collezione mussale ad iniziare dalla grande pala d’altare in legno di noce intagliato e scolpito a bassorilievo da un ignoto artigiano forse serrese del secolo XVI, proveniente dall’antica chiesa parrocchiale di Caroni, oggi distrutta.La tela d’ignoto napoletano del secolo XVIII rappresenta la Madonna del Rosario con i Santi legati alla pia devozione del Santo Rosario: Santa Rosa, Santa Caterina da Siena, San Domenico e San Pio V   Nelle formelle, dei quindici Misteri del Santo Rosario ne rimangono appena sei di matrice, forse locale del secolo XVIII, originariamente sicuramente parte di una Via Crucis., e qui utilizzate in quanto quelle originarie sono andate distrutte.  Molto pregevole e preziosa la pala della Dormitio Mariae del pittore romano Ricciolino del secolo XVIII proveniente dalla Sala Capitolare della chiesa Cattedrale nella classica iconografia propria di questa sacra rappresentazione. La pregevole esecuzione, unita alla magistrale esecuzione fanno di questa opera un capolavoro che ascrive il suo Autore tra i grandi della pittura del suo tempo. Il Ricciolino, attivo a Roma presso la basilica vaticana nell’arte del mosaico, qui pervenuto su richiesta del vescovo Eustachio Entreri che lo aveva conosciuto al tempo della sua permanenza a Roma alla corte del Cardinale Annibale Albani, si diede alla pittura lasciando una serie di opere di grande interesse pittorico.   La tela raffigurante papa Clemente XIII o XIV, eseguita su committenza del Capitolo Cattedrale di Nicotera in riconoscenza del forte aiuto economico elargito da questi Pontefici in seguito all’incendio della chiesa cattedrale nel 189, è stata eseguita da un ignoto pittore  della scuola monteleonese della seconda metà del secolo XVIII riconducibile in ambito dei Rubino  Il San Luigi XI, raffigurato con i suoi attributi simbolici, recentemente restaurata, portano ad un ignoto pittore , forse monteleonese della prima metà del secolo XVIII. Anche la Natività, proveniente dall’arredo del Palazzo Vescovile di Nicotera, il cui impianto figurativo dominato dalla particolarità della luce che vi penetra dall’alto e che ricorda la scuola caravaggesca porta in sé molte eminiscenze della pittura locale della prima metà del secolo XVIII.La tela rappresentante Sant’Antonio da Padova, anch’essa di autore ignoto del secolo XVIII e di provenienza sconosciuta , porta in sé delle connotazioni tipologiche riconducibili alla scuola dei Fratelli Grimaldi. La serie delle tele qui esposte è chiusa da due opere raffiguranti San Giovanni Battista e San Sebastiano rappresentati nella loro classica iconografia. Sono due opere  completamente rifatte in un passato alquanto recente che ne alterano e ne compromettono le loro connotazioni tipologiche per cui risulta impossibili dare loro una esatta paternità ed una adeguata collocazione. Provengono dalla chiesa oggi di San Giuseppe ma originariamente di San Sebastiano, olim posta fuori le mura, per cui sono riconducibili sempre in ambito calabrese  ed alla prima metà del secolo XVII dati alcuni particolari che sono proprie della pittura di questo periodo storico.   Per quanto attiene ai due cassettoni in legno con impellicciatura  ad ornati geometrici essi sono opera dell’artigianato locale della seconda metà del secolo XVIII; provengono dall’arredamento del Palazzo Vescovile mentre il tavolo, rotondo, in legno di noce e proveniente dalla Sala Capitolare della chiesa Cattedrale è ascrivibile ad un ignoro artigiano forse serrese della prima metà del secolo XIX.

 
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