Sala 13 - Museo Diocesano di Nicotera

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Sala 13

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CORRIDOIO  DELLE VESTI
BEATO PAOLO DA SINOPOLI O.F.M.OSS.
(1410?-1504)

Questo corridoio è stato dedicato ad una delle Personalità dell’Ordine dei Frati Minori dell’Osservanza cui la Città deve molto: il Beato Paolo da Sinopoli. Al suo impegno, ma, soprattutto al suo amore verso la Città di Nicotera, si deve la committenza di numerose opere d’arte, tuttora esistenti, per il convento di Santa Maria delle Grazie, andato distrutto, che, sotto la sua amministrazione, ascese a grande considerazione ed importanza.Qui è stato collocato  un insieme di confezioni della chiesa Cattedrale della Città unitamente ad una collezione di reperti di vario uso liturgico provenienti da diverse chiese del vasto comprensorio. Trattasi di oggetti liturgici delle più disparate scuole artigiane dei secoli che vanno dal XVII al secolo XX. La serie è aperta dalle vesti del trono vescovile della chiesa Cattedrale, è una triade di tessuti di importanza notevole per lo studio dell’arte serica, ad iniziare dal tessuto in seta di colore bianco dal ricco e splendido impianto a mazzetti di fiori che mons. Filippo De Simone (1855-1889) commissionò alle filande, forse di Acri, sua patria nella seconda metà del secolo XIX . Segue quella in tessuto di seta dal fitto arabescato floreale di colore policromo detta di mons. Agostino Saba (1956-1961) che don Giacomo Monaco acquistò a Roma per la chiesa Cattedrale nicoterese. Molto preziosa la veste di mons. Giuseppe Vincenzo Marra (1792-1816) in damasco di coloro rosso, commissionata alle filande di Catanzaro sul finire del secolo XVIII. Trattasi di una preziosa confezione, eseguita nel famoso damasco catanzarese, che data la perdita quasi integrale di questi tessuti costituisce e rappresenta un cimelio molto importante per lo studio di queste filande settecentesche.Un altro cimelio di enorme valore anche documentaristico è dato dal paliotto in carta su tessuto di iuta, dall’originale impianto decorativo, eseguito in mica o madreperla dell’artigianato siciliano del secolo XVIII. Seguono altri reperti in tessuto lamè dal pregevole ricamo dell’arte calabrese dei secoli XVIII e XIX, elaborato con filo di oro.Nella bacheca frontale fa bella mostra, anche se molto rovinato, il pallio professionale, in tessuto di seta  calabrese del secolo XVIII, della chiesa Cattedrale, caratterizzato dallo Spirito Santo, raggiato, a forma di colomba, eseguito con filo di seta, di oro e di argento.Nella vetrina una diversificata raccolta di oggetti liturgici di varia provenienza dell’artigianato meridionale, calabrese, napoletano e pugliese, tra cui i pastori in cartapesta leccesi del secolo XX e le fioriere in latta dell’artigianato locale del secolo XX. E’ una carrellata di tutte le epoche e di tutti gli stili imperanti in quei tempi, validi ed indispensabili tasselli per lo studio dell’arte sacra.La serie è chiusa dal faldistorio in ferro dell’artigianato meridionale del secolo XIX, con arredi in rame sui quali vi figura lo stemma episcopale del committente ,che mons. Nicola Montiglia (1825-1826) acquistò per la sua chiesa nicoterese.

 
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