Sala 16 - Museo Diocesano di Nicotera

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Sala 16

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SALA   DEL PALLIO
 
FRA MARCELLO FOSSATARO O.F.M.
 
 
Questa sala, impreziosita dal Pallio processionale del Capitolo Cattedrale di Nicotera, è stata dedicata ad una Figura di Frate che , a Nicotera prima ed a Napoli dopo, spese l’intera sua vita per il recupero e la formazione dei fanciulli poveri, orfani ed abbandonati della Capitale.Di questo Frate, dell’Ordine dei Frati Minori, formatosi nel grande convento di Santa Maria delle Grazie, non sappiamo nulla della sua vita. Con le sue opere e la sua attività ,quale fondatore dell’Istituto di San Pietro a Maiella di Napoli, rese celebre la sua patria di origine.Le opere d’arte qui presenti rappresentano e costituiscono un insieme di capolavori che valorizzano e qualificano l’artigianato locale che, in tutti i rami ed in tutti i tempi, rese famosa la Città in campo non solo regionale.Il reperto più qualificante della sala è costituito dal grande Pallio processionale che, posto su quattro aste, rette dai Decurioni cittadini, veniva usato nel corso della processione del Corpus Domini, per l’ingresso solenne, in Città, del Vescovo residenziale, e, per un certo tempo, anche, per accogliere la  Contessa di Nicotera, allorché faceva rientro in sede. Abuso, questo, in seguito, vietato dalla Sede Apostolica per il ricorso fatto da alcuni Canonici del Capitolo Cattedrale.E’ un capo che gli studiosi hanno definito “la glorificazione della natura” per la rappresentazione presente sul manufatto che spazia dagli ornati floreali e vegetali , al volo degli uccelli, ai serpentelli, ai festoni di fiori e di frutta; il suo impianto figurativo è , veramente, un inno alla flora ed alla fauna.Interamente eseguito a mano dalle Suore Clarisse del locale Monastero di Santa Chiara nel secolo XVII, rappresenta e costituisce un vero e proprio manuale per la conoscenza e lo studio dell’arte del ricamo calabrese, siciliano ,napoletano e toscano. Questo insieme di stili e di tecniche lo si spiega con la presenza nel Monastero, di Suore provenienti da tutte le regioni di Italia.Il reperto, è mutilo delle bande originarie, sostituite, forse, da altre provenienti da un analogo manufatto del secolo XVI nel contesto dei suoi ornati e delle sue decorazioni che riproducano tecniche e  norme di scuole e periodi diversi.Il Tronetto ligneo per la esposizione del SS.mo Sacramento unitamente al Tabernacolo sempre in legno con decorazione a foglia d’oro, sono opera dei Fratelli Scrivo di Serra San Bruno che li eseguirono nella seconda metà del secolo XIX su committenza del vescovo mons. Filippo De Simone e della Congrega di Gesù e Maria. Pregevole per la sua originalità e preziosità il Faldistorio in ferro ed ottone, dell’Artigianato romano del XVIII secolo, che il Vescovo mons. Eustachio Entreri commissionò per la sua chiesa cattedrale ed il Conopeo in seta con ricami in oro e filo di seta dell’artigianato calabrese della prima metà del secolo XX proveniente, unitamente alla Borsa, dall’Istituto delle Suore figlie della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret di San Ferdinando, diocesi di Oppido-Palmi.Su questi capi è dato cogliere l’arte del ricamo locale, impartito all’interno di questo istituto, con risultati oltremodo apprezzabili.
 
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