Sala 2 - Museo Diocesano di Nicotera

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Sala 2

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CORRIDOIO DEGLI STEMMI
 
MONS. MICHELANGELO FRANCHINI
 
VESCOVO DI NICOTERA (1832-1855)
 
 
Proseguendo nel braccio di sinistra vi si trovano gli stemmi delle Famiglie de Gennaro del secolo XVI e Campo del secolo XVII.Questo piccolo braccio lo si è voluto dedicare al vescovo di Nicotera mons. Michelangelo Franchini che spese il suo lungo episcopato alla ristrutturazione e recupero non solo del Palazzo vescovile ma anche del Seminario diocesano che aveva trovato fatiscenti ed in pessimo stato di conservazione. Mons. Franchini con decisione testamentaria lasciò in dotazione allo stesso seminario di Nicotera metà della sua ricca biblioteca personale.estaurazione  che per sovrana concessione per particolari benemerenze acquisite sono state dichiarate dall’Imperatore Carlo V “ suoi familiari”  e con l’autorizzazione ad inserire nel loro blasone l’aquila imperiale.Fa seguito lo stemma della Famiglia Satriano del secolo XVIII , proveniente dalla loro casa di campagna in contrada Filippella.Chiude la serie il grande stemma in marmo bianco di Carrara, eseguito da maestranze, certamente serresi, nel secolo XVIII, dei Principi Milano di Polistena.Sul lato destro  una mutila epigrafe in materiale lavico del secolo XVIII proveniente dalla chiesa parrocchiale  Mater Romaniae di Motta Filocastro; fa seguito  un elemento in marmo bianco con tarsie di colore policromo del secolo XVI, parte dell’altare monumentale, oggi nella chiesa parrocchiale di San Giuseppe, ma già nella chiesa conventuale di Santa Maria delle Grazie dei Padri Osservanti. Il reperto, eseguito nel classico stile detto francescano, è opera della Bottega marmorara di Antonello Gagini di Messina, cui era stato commissionato dal Beato Paolo da Sinopoli, in quel tempo, dimorante a Nicotera. I Gagini erano una famiglia di scultori, lombardi per nascita ma toscani per formazione, stabilitasi a Messina agli inizi del secolo XV su chiamata degli Aragonesi.La serie è chiusa da una epigrafe, anch’essa mutila, del secolo XVIII delle maestranze locali, proveniente dalla chiesa parrocchiale Mater Romaniae di Motta Filocastro.Questa lapide è di una importanza notevole per la conoscenza e lo studio della storia dell’antico borgo di Motta Filocastro appartenente al ducato dei Pignatelli di Monteleone in quanto fa riferimento ad una catalano che in quel tempo risiedeva in questa cittadina. A Motta oltre al catalano vi risiedeva anche il protopapa della diocesi, il che testimonia e testifica la importanza da esse rivestita al tempo dei Bizantini.
 
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