Sala 3 - Museo Diocesano di Nicotera

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Sala 3

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DIEGO CORSO E RAFFAELE CORSO
STORICO DELLA CITTA’- ETNOGRAFO DI FAMA MONDIALE


Alla luce e nel contesto della volontà di fare memoria storica delle Personalità che hanno contribuito alla conoscenza, sviluppo, valorizzazione e  fruizione dell’ immenso patrimonio storico ed artistico della Città, la Sala è stata dedicata a due illustri Figli di Nicotera che, per mezzo dei loro scritti e dei loro studi, sono riusciti ad inserirsi nel mondo culturale e scientifico, non solo a livello nazionale, ma anche, internazionale, divulgando, altresì, la sua lunga storia. In questa Sala sono stati collocati alcuni manufatti lignei dell’artigianato locale del secolo XIX, provenienti  da vari edifici cittadini, in cui la validità decorativa, perfettamente si sposa con la perfetta esecuzione dovuta ad un artigianato valente e preparato, la cui matrice si colloca e si inserisce nel lungo apprendistato alla scuola di artigiani serrerei che qui, lungamente, operarono alle dipendenze della Corte Vescovile dei secoli XVIII e XIX. Trattasi di due cassettoni in legno di noce locale, dissimili nell’impianto figurativo ma entrambi perfetti nella magistrale esecuzione di artisti del secolo XIX, e, di un inginocchiatoio, sempre, in legno di noce già nella chiesa cattedrale.La quadreria, qui esposta, in parte proviene dalla Collezione dei Frati Cappuccini, della quale non si è, purtroppo, in grado di sapere la provenienza e conseguentemente non si hanno elementi certi e sicuri per attribuirne la paternità. Ciò nonostante i caratteri stilistici, danno la possibilità di poter attestare che  trattasi di opere  appartenenti all’arte calabrese, siciliana e napoletana del secolo XIX. E’ una carrellata molto variegata e diversificata di stili e di tipologie che pongono sul tappeto della ricerca una serie di problematiche legate alle varie correnti pittoriche di appartenenza delle singole opere.La scuola calabrese, infatti, legata a canoni stilistici, decorativi e tipologici in cui è dato cogliere delle reminiscenze di matrice napoletana, tenuto conto della formazione in quella Accademia di Belle Arti degli artisti, colpisce per la linearità dell’impianto figurativo e per il perfetto cromatismo dei colorii evocatori delle albe e dei tramonti, di cui, la natura, è altamente prodiga in queste contrade. Di questa corrente emergono le numerose Madonne, per lo più Addolorate, tutte di autore sconosciuto,.il cui pathos interiore è altamente espresso da un apporto cromatico che ne evidenzia la drammaticità, perfettamente, resa da quei visi  altamente espressivi. Anche i San Francesco di Paola testimoniano una valida esecuzione che colloca l’autore in una cerchia di validi elementi. Colpiscono per la loro impostazione tipologica e per la loro scenografica ipostazione figurativa, altamente drammatica le sette tele, rimaste delle originarie quattordici, il cui restauro ha messo in luce i canoni pittorici della Scuola di Domenico Russo della prima metà del secolo XIX. Esse potrebbero far parte della Via Crucis della chiesa del Rosario di Nicotera, eliminata al tempo dell’arrivo delle Suore Figlie della Chiesa, commissionata al Russo dalla Congrega dei Rosarianti.. La scuola Napoletana del secolo XIX ci presenta una splendida tela raffigurante un Prelato sconosciuto entro una grossa cornice  decorata a foglia d’oro, la cui armonie di linee e la eccellente esecuzione rimandano ad  un artista di formazione classica ed altamente figurativo. La stessa pone una serie di problematiche attinenti al Vescovo raffigurato. La decorazione reale che evidenzia sulla mozzetta potrebbe, certamente condurci all’identificazione del Vescovo certamente, nel contesto della foggia dei capelli, vissuto nella prima metà del secolo XIX. Quella Sicilia, qui presente con una dolcissima Madonna di autore anch’esso ignoto, dai finissimi lineamenti che ricordano ed evocavano in modo eclatante i canoni stilistici ed i particolari delle Madonne di Antonello.

 
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