Sala 5 - Museo Diocesano di Nicotera

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Sala 5

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SALA DEL GRANITO
MARGHERITA PELLIZZA E GOFFREDO ORSOLEONE

Questa Sala, la si è voluta dedicare, a due Personalità della più antica nobiltà cittadina dei secoli XIII e XIV, Margherita Pellizza e Goffredo Orsoleone di Benevento, Capitano del Conte di Squillace, suo marito; non avendo avuto figli, con testamento del 1386 datato Nicotera, “dietro la morte di Goffredo Orsoleone”, Margherita, donò all’Ordine dei Celestini questo suo avito Palazzo, costruito nell’XI- XII secolo dalla sua famiglia, perché lo trasformassero in convento. Dispose, inoltre che “nel proprio fondo” venisse costruita una chiesa da dedicare a Santa Caterina di Alessandria. La chiesa godeva di una particolare indulgenza concessa da papa Bonifacio IX. I Frati Celestini qui vi rimasero dal 1402 fino al 1783. Acquistato dalla Cassa Sacra dal Vescovo mons. Giuseppe Vincenzo Marra il cui palazzo era andato distrutto dal terremoto, lo adibì ad Episcopio. I Vescovi qui vi risedettero fino al 1975, anno dell’inaugurazione del Museo Diocesano. Il granito è la tipica pietra di cui la Città abbonda, e, la cui lavorazione ebbe, qui, inizio nella notte dei secoli, come testimonia il suo folto artigianato che, in tutti i tempi, lasciò espressioni artistiche di grande caratura , oggi disseminati e nello centro storico cittadino e nelle varie chiese della Città e del vasto comprensorio. Famosa e di notevole valore scientifico, inoltre , è la Cava Romana del II secolo d.C., recentemente ritornata in luce, posta a metà costa tra la Mariane la Città, dominante il sottostante porto greco della magnogreca Medma. Da qui ,infatti, partivano i manufatti , eseguiti in questa Cava, ed esportati in tutto il mondo, allora conosciuto, come attestano i recenti studi sul granito nicoterese portati avanti dal locale Museo Provinciale di Mineralogia e Petrologia in collaborazione con l’Università di Venezia.In questa Cava, il cui lavoro sembra essere terminato da poco, vi si può ammirare tutta una serie di colonne monolitiche, finemente eseguite, ed altri elementi di arredo urbano e domestico.In questa Sala, pertanto vi si trova esposta tutta una serie di manufatti granitici di notevole caratura artistica ed anche di modesta esecuzione, provenienti  da chiese ed edifici cittadini. Trattasi di manufatti scolpiti, e, come arredo urbano che come elemento di uso domestico, ad iniziare dal pregevole Mascherone del secolo XI, già parte della fontana del castello normanno, nonché dalla serie variegata e diversificata dei lavelli da sacrestia dei secoli XVII e XVIII provenienti da alcune chiese cittadine , ove è dato vedere l’alto grado di preparazione raggiunto da quelle maestranze.Storicamente importante il mascherone di fontana con la corona nobiliare in pietra serena del secolo XVII che pongono tutta una serie di interrogativi circa la loro presenza in Città. Molto interessante la epigrafe, mutila, già sulla facciata della Chiesa Cattedrale, del secolo XII, il cui testo non è stato possibile ricomporre, e, l’altra relativa alla chiesa e convento di San Francesco di Paola del 1716.Il rocchio di colonna con collarino, mutilo, è uno dei pochi reperti del secolo IX, proveniente dalla chiesa di San Pietro della Nicotera Romana che assieme ai basamenti, balaustrino, rocchi di colonna e gli altri manufatti, che testimoniano il molteplice uso di questo materiale sia per complessi monumentali sia per modesti edifici pubblici e privati.Di grande interesse storico oltre che etnografico è la cosiddetta Ruota degli Esposti, di forma quadrata del secolo XVII, attraverso la quale venivano abbandonati nella retrostante ruota i bambini nati illegittimi che venivano affidati al baliaggio comunale. Ancora altri elementi di uso agricolo quali le due pietre del secolo XIX, non levigate, che poste dietro l’aratro servivano per pianificare il terreno già arato e pronto per semina; la serie dei mortai da cucina del secolo XVIII  e le basi per gli anemoni per la filatura della lana o del lino e per la raccolta dello stesso filo del secolo XIX, attestano l’uso comune che si faceva del granito unitamente alle pietre con gancio metallico che servivano per fare segnare al pubblico orologio posto sul campanile della chiesa cattedrale, le ore ed i quarti d’ora .

 
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