Sala 5 - Museo Diocesano di Nicotera

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Sala 5

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SALA
 “ DEI RITRATTI DEI VESCOVI DI NICOTERA”
LILLO MAZZITELLI DI IONADI
          Questa Sala è stata dedicata ad un giovane , Lillo Mazzitelli, Figlio della nostra Diocesi, il cui brillante avvenire e la sua giovane vita sono stati stroncati da un terribile incidente stradale con la speranza e l’augurio che simili tragedie non abbiano mai più a verificarsi.. La connotazione peculiare di questo Salone, il più importante dell’intera struttura, è data dalla presenza delle tele raffiguranti ben dieci vescovi della diocesi di Nicotera e due sacerdoti nicoteresi ascesi all’episcopato di Ugento ed Oppido.E’ questa una quadreria proveniente dalla Sala Capitolare della Chiesa Cattedrale di Nicotera , miracolosamente salvata al tempo dei lavori di ristrutturazione della stessa Sala ad opera del Genio Civile di Catanzaro che portò alla distruzione dei quarantadue medaglioni dei vescovi nicoteresi che Vincenzo Basile aveva effigiato con “pittura a fresco” nel 1826 su commissione del Canonico Antonio Corso sulla volta della stessa Sala Capitolare fatta costruire dal vescovo mons. Giuseppe Vincenzo Marra (1792-1816) sul finire del secolo XVIII. La Collezione pittorica qui collocata è’un insieme di stili, di tipologie e di tecnica artistica variegata che pone sul tavolo della ricerca oltre che storica anche artistica al fine di addivenire ad una attribuzione certa e precisa delle singole tele.La serie  compendia le tele di mons. Filippo De Simone (1855-1889), di mons. Luigi Maria Vaccari (1873-1887), di mons. Pellegrino( ? – 1146), di mons. Domenico Taccone Gallucci( 1887-1908), e, di mons. Vincenzo Brancia , vescovo di Ugento, dovute al pennello di Domenico Russo che le ha eseguite nella seconda metà del secolo XIX.Il ritratto, olio su tela, rappresentante mons. Paolo Collia (1734-1737) della prima metà del secolo XVIII è una pregevole opera dell’arte abruzzese-molisana dello stesso periodo, eseguita al tempo in cui il Collia è stato vescovo della chiesa di Larino.Segue il grande ritratto a mezza figura ed in abito da cerimonia di mons. Vincenzo Giuseppe Marra dovuto ad uno ignoto pittore calabrese della fine del secolo XVIII. E quello di mons. Bartolomeo de Ribero (1692-1703) dovuto ad uno sconosciuto pittore forse romano o portoghese della fine del secolo XVII le cui connotazioni artistiche denotano una felice espressione artistica della fine del secolo XVII. La tela raffigurante mons. Nicola Montiglia (1825-1826), invece, è dovuta ad un ignoto pittore calabrese della prima metà del secolo XIX che l’ha eseguita al tempo in cui il Montiglia è stato vescovo della chiesa di Squillace.Di Vincenzo Basile di Tropea vi si trova il ritratto a mezza figura di mons. Mariano Bianco (1827-1832) eseguito nel 1824; in seguito il Bianco passò alla chiesa arcivescovile di Amalfi.Ignoto è l’autore della tela di mons. Michelangelo Franchini(1832.1855) anche se alcuni particolari portano all’arte di Vincenzo Basile e della sua scuola.Chiude la serie la bella tela di mons. Francesco Maria Coppola, vescovo di Oppido e già Canonico Teologo del Capitolo Cattedrale di Nicotera, dovuta al pennello del napoletano Ulisse Griffon.In questa sala fa bella mostra di sé un pregevole ed interessante ovale bronzeo raffigurante la Madonna col Bambino del maestro Michele Zappino dell’Accademia di Brera di Milano.Chiude la serie delle opere d’arte una coppia di panche in legno di noce provenienti dalla chiesa Cattedrale, già parti degli stalli del Capitolo Cattedrale di Domenico Barillaro di Serra del 1704, e, la preziosa scrivania a tarsie ad ornati e decorazioni geometrici proveniente dallo studio dei Vescovi di Nicotera, dovuta ad uno ignoto artigiano, forse locale del secolo XVIII. E’ questa una sala di grande interesse storico artistico nel senso che in essa vi sono rappresentate tante scuole di pittura, tuttora sconosciute e per le quali difettano notizie certe e precise oltre che valide documentazioni.Ciò non di meno la loro validità esecutiva e la loro connotazione tipologico stilistica testificano una importanza notevole per la definizione di una letteratura pittorica di matrice calabrese scientificamente valida e credibile.
 
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