Sala 8 - Museo Diocesano di Nicotera

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Sala 8

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SALA  DELLE LASTRE  TOMBALI
 
MONS. ERCOLE COPPOLA
 
 
Questa Sala è stata dedicata al vescovo locale  mons. Ercole Coppola, quale testimonianza di riconoscenza per la erezione del Seminario vescovile, nel 1656, e la costruzione del Palazzo del seminario stesso. Qui è esposto il materiale litico proveniente dalla varie ricostruzioni della chiesa Cattedrale e da altri edifici cultuali cittadini e non.Trattasi di capitelli, epigrafi, acquasantieri, cornici e lastre tombali appartenenti a cappelle gentilizie di Famiglie locali tra cui quella del decano Bernardo Coppola , eseguita a bassorilievo nel 1602 da un Ignoto lapicida calabrese,  il frammento di lastra tombale del XVI secolo di una non identificata Famiglia  del posto;quella proveniente dalla chiesa di Santa Maria delle Grazie dei Padri Osservanti; l’altra della Famiglia nicoterese Laureana e quella attinente ad un non identificato Vescovo del luogo del XVI secolo.Pregevole per gli ornati e le decorazioni a tarsie policrome, la settecentesca mutila cornice di un sepolcro gentilizio del XVIII secolo della chiesa cattedrale , espressioni di un valido artigianato che nel XV e XVI secolo fu fiorentissimo  specie in Sicilia di cui sono stati superbi interpreti i Gagini che arricchirono le nostre chiese di tanti capolavori d’arte.Di grande valenza non solo per le peculiarità artistiche ma soprattutto per la sua unicità il Capitello  “ a stampella” del XIII secolo dell’arte normanno-sveva, come pure quello corinzio in marmo alabastrino, proveniente da un non meglio identificato complesso monumentale del II secolo d.C. della Nicotera romana.La semplice esecuzione di alcuni manufatti come la lastra col teschio, ed, alcune epigrafi le cui decorazioni sono testimonianze di un artigianato, sia pure modesto, che, però, non toglie nulla alla validità storico artistica degli stessi, in quanto, tasselli  e memoria di maestranze locali attivi in quel tempo in Città. A tutto ciò fanno da contraltare il magnifico fastigio e lo splendido anche se corroso capitello triangolare, in marmo bianco, la cui decorazione, finemente eseguita, testifica l’alta maestria raggiunta da queste botteghe litiche.Solenne il grande mortaio in marmo la cui semplice impostazione tipologica attesta una perfezione stilistica oltre che artistica delle maestranze del XVIII secolo.Diversa per materiale, ma, classica nella impostazione modulare dell’ornato la chiave di volta in arenaria di un portale, forse, nicoterese del XVIII secolo.Interessante e pregevole nel suo impianto figurativo il reperto in arenaria , parte di un fastigio terminale forse di altare, eseguito da un valido artista meridionale del XV secolo.Il pezzo forte della sala è l’acquasantiero in granito grigio proveniente dalla chiesa di Gesù e Maria di Nicotera che, nel 1647, fu eseguito da un Ignoto lapicida locale su committenza del sacerdote don Giuseppe Adorisio.Nelle vetrine è dato ammirare una serie variegata  di diversificati oggetti di piatti , brocche ecc, in ceramica dipinta del XVIII e XIX secolo , espressione artistica delle maestranze locali e di Vietri, , tra cui merita considerazione lo splendido viso di san Domenico del XVI secolo proveniente dal Convento domenicano di Soriano Calabro.  
 
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