Sala 9 - Museo Diocesano di Nicotera

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Sala 9

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SALA IX

           Il patrimonio pittorico calabrese in generale e comprensoriale in particolare, è, qui, ben rappresentato con una serie di opere di notevole spessore artistico oltre che stilistico. Trattasi di  tele provenienti da un  insieme di edifici ecclesiastici, comprendenti chiese e palazzi, che testimoniano la cura con cui i vari committenti tenevano all’immagine degli edifici affidati alla loro cure pastorali.  E’, infatti, una produzione artistica che abbraccia sia il secolo XIX che quello XX . Apre la serie la misteriosa Maddalena del contemporaneo Salimbeni che ci offre un saggio delle sue valide capacità con una esecuzione in cui fa largo sfoggio di un sapiente chiaroscuro, perfettamente dosato con l’impiego di due  tonalità. Il pio transito di San Giuseppe  fra le braccia di Gesù ed alla presenza della Madonna della prima metà del secolo XIX, nella classica tipologia di questo soggetto l’artista, forse calabrese ma di formazione napoletana, indugia molto sui particolari nel caso specifico anche sugli attrezzi di falegnameria. Il Sacro Cuore di Gesù contornato da angeli a tutta figura e  puttini vari, di Vincenzo Basile che lo ha eseguito nel 1824, l’autore , molto accademicamente ha elaborato un impianto scenografico oltremodo interessante anche se le figure meritavano una diversa esecuzione figurativa. Nella riproduzione della Madonna della Seggiola l’Autore che la eseguita nel 1880 ha voluto dare prova delle sue conoscenze della pittura rinascimentale dando ampia prova della validità nel riproporre un classico della storia dell’arte.Di Domenico Russo  è dato ammirare una bella Addolorata che stringe al seno una corona di spine che il Russo esegui su committenza della Congrega di Gesù Maria della chiesa omonima sul finire del secolo XIX. La grande tela proveniente dalla Sala Capitolare della chiesa Cattedrale in un crescendo di toni altamente ben dosati ed in un valido movimento espressivo, attonito e dialogativi assieme viene rappresentato Mosè , con i suoi attributi simbolici, che fa scaturire l’acqua dalla roccia.E’ una scena, questa, altamente interessante anche per la perfetta esecuzione dei costumi dei presenti alla maniera giottesca, eseguita sul finire del secolo XVIII su committenza del vescovo mons. Vincenzo Giuseppe Marra, artefice della costruzione della stessa sala, da un pittore tuttora sconosciuto, certamente locale.Un vero gioiello dell’arte pittorica del secolo XVIII è rappresentato dalla piccola tela raffigurante la Madonna, che l’autore propone alla maniera di Antonello da Messina dando molta attenzione alla cura dei particolari.Il secolo XX. è rappresentato da una grande tela raffigurante l’Avvocato Ambrogio Prenestini  in abito da cerimonia ed in atteggiamento altero con cartiglio in mano che Cosmo Russo dipinse nella prima decade dello stesso secolo. La grande pala raffigurante Gesù e Maria attorno alla croce entro un grande arco è stata eseguita nel 1854 da Domenico Russo su committenza di don Carlo Galizia per la chiesa di Gesù Maria della Città.Il secolo XIX è chiuso dalla bella Madonna del Buon Consiglio di autore ignoto ma di scuola certamente locale che mons. Vescovo Michelangelo Franchini fece eseguire, al suo arrivo in Città per la riapertura del ristrutturato Seminario diocesano.  Un interessante quadretto bucolico di matrice acquarellistica eseguito da Calogero Pier Domenico agli inizi del scolo XX ci dà un saggio della validità pittorica della scuola cui diede vita in Città Domenico Russo .Molto interessante la tela dalla grande cornice dorata di matrice barocca del Papa Pio XI dovuto ad un ignoto pittore romano degli anni trenta del secolo XX. La carrellata pittorica è chiusa dalla tela raffigurante la Madonna Assunta eseguita dal contemporaneo Raffaele Famà. La sala, inoltre, è impreziosita dalla  presenza di un pregevole patrimonio di reperti lignei della fine del secolo XIX provenienti dall’arredo del Palazzo Vescovile e dalla donazione dell’Avvocato Annibale Brancia.

 
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